Published On: Mar, Lug 5th, 2016

Partito Democratico, dibattiti lunari ed elettori stralunati

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Che dentro il Pd le cose si facciano sempre più ingarbugliate lo si vede ad occhio nudo, e senza interventi chiarificatori di qualsivoglia politologo. La polemica del giorno gravita intorno al tema, caro all’On. Bersani, della separazione tra Segreteria del partito e Presidenza del Consiglio. Tale ipotesi è stata definita da Matteo Renzi come appartenente al regno dei “dibattiti lunari”.

D’accordo, nel Pd lo scontro è aperto. Però la faccenda, checché ne pensino nel Pd, non è soltanto un fatto interno, ma potrebbe avere, ci si può quasi scommettere, anche riflessi esterni che potremmo definire “perversi”. Mettiamoci un po’ nei panni del povero elettore che si trova nel bel mezzo del fuoco incrociato. Su questo aspetto gli studi politologi ci vengono in gran soccorso per aiutarci a capire come potrebbe andare a finire tutta questa baraonda sul versante dell’elettorato di sinistra.

I fattori socio-psicologici, spiegava parecchi anni fa Ergun Ozbudun, professore di Scienze Politiche alla “Istanbul Sehir University” (Turchia), hanno un’importanza eccezionale sull’elettorato, che, bene o male, è sottoposto ad una grossa pressione da parte dei suoi dirigenti. Sembrerebbe che “le pressioni incrociate dovute all’appartenenza o al sentimento di lealtà nei confronti di una molteplicità di gruppi tendano a creare nell’individuo un conflitto psicologico che, a sua volta, porta alla deviazione del modello di comportamento dominante di un dato gruppo o all’apatia”.



In tutti i casi, la crisi di coesione interna di un partito sembra “ridurre la sensibilità nei confronti delle scelte politiche”. Detto in parole povere, gli elettori psicologicamente stressati e “stralunati” dalle divisioni interne al loro partito potrebbero, per esempio, deviare “dal modello dominante”, e anziché votare, dimostrarsi “propensi a strappare le loro schede”, oppure a diventare assolutamente disinteressati e “abulici” di fronte a proposte contrastanti che li mettono in aperta crisi esistenziale. Di conseguenza, un elettore sottoposto “a pressioni incrociate” ha a sua disposizione “almeno due punti di vista”, trovandosi costretto a valutare “benefici ma anche svantaggi di una determinata scelta”.

Pertanto l’elettore di sinistra non particolarmente interessato alle diatribe interne del partito, per una sorta di “meccanismo psichico politicamente rilevante che opera in situazioni di conflitto”, potrebbe decidere:

1) di andare a votare, ma di strappare la scheda;

2) di non andare a votare, ingrossando così il numero di quanti si danno alla “Fuga dalle urne”, titolo del libro Federico Fornaro, alla cui presentazione partecipava anche l’On. Bersani. Per tutte codeste ragioni, concludeva il Professor Ergun Ozbudun, “meno pressioni conflittuali vengono fatte pesare sugli individui, più intensa sarà, probabilmente, la lealtà di gruppo si questi ultimi”.

Se è vera anche soltanto in parte l’analisi del Professor Ergun Ozbudun, forse in casa Pd è tempo di mettersi in meditazione.

Fonti:

Ergun Ozbudun, “Condizioni sociali e coesione partitica”, in “Partiti e gruppi di pressione”, a cura di D. Fisichella, Bologna, Il Mulino, 1972, p. 275.

R.it politica. Link: http://video.repubblica.it/politica/bersani-dibattito-lunare-su-doppio-incarico

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- Sono attivo ormai da parecchi anni sul Web, dove curo alcuni siti dedicati alla letteratura, alla storia, alla politica e alla cultura in generale. Sarebbe mia intenzione curare alcuni settori che mi interessano in modo particolare, quali Cultura, Esteri, Politica ed eventualmente Cronaca, qualora vi fossero fatti particolarmente rilevanti e degni di attenzione.

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