Publicato il: lun, Ott 31st, 2016

L’ “ira furiosa” di Hillary Clinton

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La Clinton ha capito benissimo che le dichiarazioni del direttore dell’FBI James B. Comey  fatte al Congresso potevano mettere KO la sua candidatura. E poiché ad una manciata di giorni dalle elezioni non è proprio il caso di andar tanto per il sottile, la Clinton si è scagliata  direttamente sulla “fonte” di quella iniziativa, ossia  James B. Comey.

“ Suona piuttosto strano il fatto che ci si metta a divulgare fatti come questo con così scarse informazioni a propria disposizione”, ha detto Hillary Clinton. “E il fatto non è soltanto strano”, ha aggiunto, “ma costituisce un caso senza precedenti, ed  anche profondamente preoccupante”. Poi la Clinton ha rincarato la dose,  sottolineando che tutta questa faccenda sembra stata organizzata apposta per mettere contro di lei gli elettori, o almeno gli americani ancora indecisi nei giorni immediatamente precedenti le  elezione.



Così, dopo un primo momento di cauta attesa, Hillary, tutto il suo staff, nonché i Democratici  hanno “invitato” Comey a fornire  informazioni più dettagliate, accusandolo senza mezzi termini  di “diffamare la signora Clinton con insinuazioni inaccettabili a pochi giorni dalle elezioni,  violando per di più  le regole del Dipartimento di Giustizia che prevedono molta discrezione nelle indagini”. E sembra anche che parecchi  funzionari del Dipartimento di Giustizia si siano “infuriati” di brutto contro Comey,  sia  per aver violato  le linee guida del Dipartimento  sia perché alcuni di essi  lo avevano prudentemente “sconsigliato”  di intraprendere simili iniziative nell’imminenza delle elezioni.

Visto come Donald Trump sta sfruttando la situazione, l’ “ira furiosa” della Clinton sembra più che giustificata, e il durissimo attacco a Comey dimostra, secondo il “New York Times”, che “la rete  politica che lei, suo marito e i suoi alleati hanno costruito negli anni è sempre molto potente,  e che non avrebbe lasciato che ciò sembrava una vittoria quasi scontata si  sbriciolasse tanto facilmente”. Così, conclude l’articolo del “New York Times”,  “ Mr. Comey, un repubblicano nominato dal Presidente Obama,  e confermato quasi all’unanimità dal Senato, si trova oggi  nel mirino della Clinton”.

E credo non ci sia al mondo posizione più scomoda per un funzionario, aggiungo, specialmente se dovesse vincere la Clinton.

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Fonte: dall’articolo di Patrick Healy e Jonathan Martin sul “New York Times” del 29 ottobre.

 

 

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- Sono attivo ormai da parecchi anni sul Web, dove curo alcuni siti dedicati alla letteratura, alla storia, alla politica e alla cultura in generale. Sarebbe mia intenzione curare alcuni settori che mi interessano in modo particolare, quali Cultura, Esteri, Politica ed eventualmente Cronaca, qualora vi fossero fatti particolarmente rilevanti e degni di attenzione.

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