Pubblicato Il: Gio, Mar 14th, 2019

Frequenza di rimbalzo, come abbassare la “bounce rate” su Analitycs facilmente

Ultimo Aggiornamento

14 Marzo 2019, Oggi in ambito SEO affrontiamo l’annoso problema della riduzione della frequenza di rimbalzo, la bounce rate di cui tanto si parla e che possiamo rilevare in Google Analytics.

Definizione di Frequenza di Rimbalzo o Bounce Rate

Prima di parlare di come è possibile abbassare la frequenza di rimbalzo su Analytics è bene cercare di capirne il concetto. Normalmente per frequenza di rimbalzo o bounce rate si intendono quelle visite che sono letteralmente “rimbalzate” via dal nostro sito. Ossia utenti che sono stati pochissimo sulla pagina, non hanno compiuto nessuna azione e sono scappati. E’ legittimo che in queste condizioni su un sito che abbia una frequenza di rimbalzo molto alta qualcosa non va.

Cause dell’alta frequenza di rimbalzo o bounce rate

Capito il concetto di frequenza di rimbalzo cerchiamo di concentrarci su come possiamo fare per abbassarla. Prima di tutto dobbiamo analizzare con precisione il sito che vogliamo migliorare e cercare di capire il motivo per il quale un visitatore scappa via.

Normalmente i fattori che incidono su una frequenza alta sono:

  • Caricamento del sito molto lento
  • Contenuti poco soddisfacenti
  • Popup o pubblicità invasiva
  • Impaginazione che non piace, layout non aggiornato, non responsive

Questi quattro fattori fanno praticamente scappare via i visitatori, del resto se devo perdere troppo tempo per un’informazione cosa faccio? Chiudo e vado oltre (rimbalzo!), se il contenuto non soddisfa le mie aspettative? Rimbalzo! Troppa pubblicità? Scappo, rimbalzo! Layout confusionario? Rimbalzo!

Quattro elementi chiave. Ora, ovviamente su almeno tre di questi elementi è semplice intervenire, possiamo migliorare il caricamento di un sito ottimizzando il codice ed eliminando il superfluo, operazione che non richiede grandi sforzi, sopratutto per chi usa un CMS come WordPress.

Eliminare i popup e la pubblicità invasiva è altrettanto facile, del resto a nessuno piacciono le pagine ricche di banner, sono odiose diciamocelo chiaramente.

Il layout, potrebbe non piacere, quindi? Ispiriamoci a chi fa meglio di noi no? Ovviamente “ispiriamoci” non significa copiare, dobbiamo comunque fare la differenza!

Quanto agli argomenti e alla stesura delle informazioni sono la cosa più difficile da cambiare. Occorre migliorarli con costanza, cercando di carpire cosa vuole da noi il nostro pubblico, facendo in modo da essere esaustivi. Quando un visitatore esce dal nostro sito deve uscire arricchito dell’informazione che stava cercando, non deve rimbalzare, quindi un primo passo è quello di migliorare i contenuti che producono un buon traffico e man mano migliorare il tutto!

Un consiglio: i furboni del web abbattono la frequenza di rimbalzo con l’autoreload delle pagine, quindi simulando un’azione dell’utente su una pagina con l’intento di ingannare i motori di ricerca. Questa pratica è innanzitutto fortemente penalizzante in quanto i motori di ricerca sono in grado di captare gli script presenti su una pagina e ha come effetto quello di far rimbalzare ancora prima gli utenti: evitiamo caldamente questa tecnica.

Concentriamoci su questi quattro fattori, cerchiamo ed offriamo la qualità, un’esperienza di navigazione buona che lasci soddisfatti e la frequenza di rimbalzo cadrà verso il basso di sicuro!

Frequenza di Rimbalzo o Bounce Rate – Operazione esclusiva On Site!

Un’ultima annotazione sulla frequenza di rimbalzo o meglio di come possiamo migliorare la frequenza di rimbalzo, in realtà è scontato ma è l’unica operazione in ambito SEO che va fatta esclusivamente “on site” e non richiede link o ausili esterni. Tutto sta nel nostro lavoro. Migliorare in questo caso è un’arte.


Autore

- Redazione TopicNews.it - Le Tue News Online

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